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KA 1 Call for proposals 2017 granted!

Risultato inimmaginabile: punteggio pieno 100/100

Non riesco a descrivere quello che provo. Appena arrivata dal viaggio di istruzione a Strasburgo è giunta questa grandiosa notizia: Il nostro progetto Erasmus+ KA 1 per la mobilità dello staff è stato approvato e con il massimo punteggio.

Il mio sogno si è avverato.

Già attiva su eTwinning, proprio tramite questo portale europeo avevo saputo a fine 2013 che stava per essere pubblicato il nuovo Programma europeo a sostegno del settore istruzione, denominato Erasmus+, che era una vera rivoluzione rispetto alle varie azioni (Comenius, Leonardo, ecc.). Mi misi subito a studiarlo, esisteva allora solo la versione inglese.

Avevo partecipato a vari seminari sul programma Comenius e mi ricordo che la Dirigente di allora mi spingeva a presentare la domanda di partecipazione, ma non ero convinta perché i miei figli erano piccoli e poi perché si trattava di azioni individuali.

Erasmus+ era completamente diverso: c’era alla base una strategia per il miglioramento dell’istruzione che coinvolgeva la scuola intera. Una strategia e dei valori che comprendevo e condividevo pienamente. Con la mia amica e partner di un progetto eTwinning, Joanna Wallach, cominciammo a discuterne via Messenger. Mi interessava moltissimo in particolare l’azione KA 1 per la mobilità dello staff della scuola. Informai la Dirigente di questa possibilità e lei mi chiese di partecipare alla successiva riunione dello staff dirigenziale e poi ad illustrarlo in collegio.

Non ho mai smesso di pensare a quell’idea di progetto e, quando scoprii che nella scuola in cui avevo avuto il passaggio di ruolo non conoscevano il Programma Erasmus+, dovetti ricominciare da zero. Non è stato facile, ma ho avuto fortuna.

Ho dovuto lavorare davvero a tempo pieno e in più direzioni, ma questo successo lo si deve anche alle tante persone che mi hanno aiutato lungo il cammino: primo fra tutti il nuovo Dirigente scolastico, il professore Piermichele De Agostini, che sentiva la necessità di internazionalizzare la scuola, e che ha avuto fiducia nelle mie capacità, condividendo i criteri che ritenevo indispensabili per la formazione del team di progetto (una formula davvero vincente, adesso ne ho la prova). Mi ha permesso di lavorare e gestire tutte le fasi di progettazione in piena autonomia decisionale, anche se costantemente informato di ciò che avrei fatto.

Un altro ringraziamento lo devo all’USR Lombardia che mi ha messo in contatto con la Rete Europa, a cui abbiamo aderito e che ha accompagnato la redazione del nostro progetto in modalità “learning by doing”.

Un grazie particolare lo devo alla dott.ssa Caterina Runfola, massima esperta della Rete Europa, ma per me soprattutto amica inestimabile, che ha compreso i miei momenti di sconforto, ma nello stesso tempo ha tenuto alta la mia motivazione alla buona riuscita di questa impresa.

Una nuova avventura è appena cominciata: ne sento tutto il peso e la responsabilità, ma con l’aiuto delle mie colleghe di team, Gabriella Carpani (Lettere), Chiara Invernizzi (Matematica e Fisica), Maria Locatelli (Sostegno), Emanuela Amati (Assistente amministrativa) ed Enrica Motta (DSGA), sono sicura che ce la faremo anche questa volta.

 

Opportunità per la formazione professionale dello staff

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA PROFESSIONALE E DI SVILUPPO DI NUOVE COMPETENZE OFFERTE DALL’UNIONE EUROPEA ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE.

Viviamo in un mondo in continuo cambiamento del quale spesso vediamo solo lati negativi e non riusciamo a comprendere perché lo chiamiamo progresso.

Eppure la scuola ha tra i suoi compiti fondamentali quello di aiutare i giovani a comprendere il mondo in cui vivono e a coglierne le opportunità. Per adempiere a questa funzione basilare è allora indispensabile dare agli attori dell’istituzione scolastica le opportunità per una crescita professionale adeguata alle nuove esigenze della globalizzazione.

Proprio da questa esigenza di internazionalizzarsi nasce l’idea di un progetto Erasmus+ per la mobilità dello staff che permette la condivisione di una visione d’insieme della scuola e allo stesso tempo dà occasioni di crescita individuale a tutti i partecipanti.

Nelle diapositive sono illustrate le informazioni che ritengo più interessanti per capire che cosa sia e cosa comporti questo tipo di progetto.

Tutte le informazioni sono tratte dal sito ufficiale italiano al quale rimando per approfondimenti.

http://www.erasmusplus.it/scuola/mobilita-scuola-ka1/

L’indagine: primi passi

Anno scolastico 2015/2016

Tutto ebbe inizio quando la Commissione POF invitò i docenti a presentare nuove proposte di lavoro, ed io pensai subito a quel Programma Erasmus+ 2014/2020 a cui avevo dedicato tante ore di studio fin dal momento della sua pubblicazione ed in particolare all’azione chiave 1 per la mobilità dello staff ed ai miei progetti eTwinning che tanto mi mancavano nella nuova scuola.

Presentai la mia idea di internazionalizzazione prima alla Commissione, ma non avevo la pazienza di attendere e appena ne ebbi l’occasione ne parlai direttamente con il DS, che la ritenne immediatamente ottima.

Avviai dopo un mese due progetti eTwinning (classe I e due classi terze) e nelle vacanze tra Natale e Capodanno, insieme al Dirigente scolastico iscrivemmo la scuola al Portale europeo dei Partecipanti. Cominciammo anche a strutturare una pagina web dedicata all’internazionalizzazione.

Mi invitò ad intervenire nel Collegio dei Docenti (vedi presentazione) per illustrare il Programma Erasmus+ 2014/2020 ai colleghi nelle sue linee generali.

 Intervento al CD del 19/01/2016


Nel POF triennale fu inserita la priorità di internazionalizzare la scuola aprendo la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti che l’Unione Europea mette a disposizione dell’Istruzione. Il reale bisogno di formazione Erasmus+ e eTwinning indusse il DS a chiedermi di organizzare dei seminari presso la sede del liceo, ma poiché erano già stati programmati altri quattro incontri di formazione su nuovi metodi didattici (flipped lesson), decidemmo di organizzarli per l’inizio del successivo anno scolastico .

Prima però bisognava capire quali fossero le reali esigenze formative in ambito europeo, quindi preparai un sondaggio sul sito della scuola che il Preside inviò a tutto il personale (docenti, tecnici, ATA): si trattava di un’indagine conoscitiva per capire se suscitava un interesse tale da permettere di redigere e candidare un progetto Erasmus+ KA1 per la call 2017.