MY STORY

Agosto 1964
Agosto 1964

Storia di un’insegnante come tante.

Calabrese di nascita e napoletana di adozione, a Napoli ho trascorso gli anni più belli della mia vita (la giovinezza è sempre il periodo più bello) e ho frequentato il liceo scientifico con l’intenzione di diventare ingegnere elettronico. La vera passione della mia vita è sempre stata la matematica ed ho vissuto con i compagni la fase evolutiva del personal computer da semplice Tastiera con RAM e linguaggio basic a computer come lo conosciamo oggi; poi la vita ti costringe a compiere scelte diverse da quelle che sognavi, e poiché ero brava anche nelle lingue straniere mi sono iscritta all’Istituto Universitario Orientale di Napoli dove mi sono laureata in lingue e letterature straniere moderne, indirizzo europeo, (specializzata in inglese, con anche conoscenze di lingua e letteratura spagnola e lingua tedesca). Ho coltivato la passione per la storia, in particolare quella medioevale e moderna al punto che la mia tesi ha avuto come oggetto di ricerca il Catasto Onciario di Castellammare di Stabia del 1753.

Ma il mio destino era segnato e, nonostante le mie aperte ribellioni a diventare insegnante (ce n’erano già troppi in famiglia ed era risaputo che il trattamento economico di questa professione non fosse certo tra i più allettanti), ho partecipato al concorso ordinario per titoli ed esami conseguendo l’abilitazione all’insegnamento.

Sono stata nominata in ruolo dalla graduatoria permanente D.M. 146/2000 come docente per l’insegnamento della lingua straniera – inglese e dopo due brevi supplenze appena laureata (8 giorni in un Liceo Scientifico e 10 giorni in una Scuola Media), ho prestato servizio dal 1995 al 2000 in scuole della provincia di Nuoro, poi due incarichi annuali presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Romagnosi” di Erba per approdare infine all’Istituto Comprensivo di Inverigo.

Ho avuto la fortuna di condividere l’anno di prova con tre colleghi che sono stati anche grandi amici. In particolare con uno di essi, un professore di lettere, ho lavorato in grande sintonia al progetto “Ipotesi di teatro” per due anni consecutivi. Le opere messe in scena sono state “Romeo and Juliet”, il primo anno, e Novelle dal Decameron di Boccaccio con l’aggiunta di una novella dai Canterbury Tales, quest’ultima interamente in inglese. E’ stata un’esperienza indimenticabile per tutti, docenti e studenti, e davvero credo che l’attività teatrale sia talmente formativa che non dovrebbe mancare in una scuola.

Mi è sempre piaciuto partecipare alle attività pomeridiane di laboratorio: tra queste voglio ricordare il torneo di scacchi e il gioco delle bocce. Vi chiederete che cosa hanno mai a che vedere con l’insegnamento dell’inglese. Sicuramente nulla, ma aiutano a conoscere meglio gli studenti, che è poi la cosa che mi interessa di più di questo mestiere, e la conoscenza in situazioni informali inevitabilmente influenza positivamente l’attività didattica.

Quando finalmente la scuola si è dotata di un buon laboratorio multimediale ho cominciato a lavorare con eTwinning, ed è stato entusiasmante per me e per i miei studenti. Ho collaborato ad un progetto Comenius e mi sono interessata sempre più alle politiche europee. Pensavo però che con studenti più grandi e più autonomi avrei potuto cimentarmi in progetti più impegnativi e stimolanti e credo che sia proprio questo che mi spinse al passaggio di ruolo nei licei.

Non so se ho fatto la scelta giusta (i dubbi sono ancora tanti), ma avevo bisogno di un cambiamento, perché la noia (o routine, chiamatela come volete tanto per me sono sinonimi) è il mio peggior nemico.