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Europe Day 2017

Il gioco “In Viaggio per l’Europa”, organizzato in collaborazione con la dott.ssa Renata Terzaghi di Europe Direct Lombardia, sportello di Como, è stato il punto di arrivo di un percorso didattico di approfondimento della conoscenza degli Stati dell’Unione Europea, che ha coinvolto alcuni docenti di geografia e di lingue straniere, ed è stata anche l’occasione per celebrare la Festa dell’Europa.

L’iniziativa di internazionalizzazione ha coinvolto quattro classi seconde del Liceo Porta che durante l’orario curricolare hanno approfondito le conoscenze degli Stati dell’Unione Europea e ripercorso le tappe fondamentali del processo di unificazione con le insegnanti di geografia e lingue straniere, come parte integrante della programmazione didattica.

Si è trattato solo di un gioco che aveva però lo scopo di dare agli studenti una motivazione per approfondire la conoscenza degli Stati dell’UE ed aumentare così la consapevolezza di essere cittadini europei. Dalle testimonianze degli studenti appare chiaro che il lavoro svolto in orario curricolare in geografia e, per alcuni, anche in lingua straniera, sia stato lungo e approfondito per molti mesi dell’anno scolastico, da cui è palese che l’obiettivo didattico di questa proposta è stato pienamente raggiunto, proprio considerata la delusione riguardo alla semplicità delle domande.

E qui mi fermo. Non ho intenzione di fare una relazione sull’evento. Ci ha già pensato una mia collega,

Mi ha colpito una particolare frase di una studentessa: “non credo abbia contribuito a valutare il nostro livello di conoscenze“. Questa frase mi ha lasciato esterrefatta: perché mai un gioco avrebbe dovuto valutare conoscenze? Semmai dovrebbe valutare competenze: comprensione e rispetto delle regole di gioco, fair play, capacità di decidere chi avrebbe giocato di volta in volta e di organizzarsi.

Probabilmente alcuni docenti hanno fatto passare questo messaggio per motivare gli studenti all’apprendimento, ma era il gioco stesso e la giornata di festa la motivazione all’apprendimento. Poi penso a tutte le frasi che puntualizzavano nei commenti quanto avessero studiato a scuola e a casa per affrontare una sfida competitiva.

Allora mi chiedo: perché i commenti dei miei studenti erano di tutt’altro tenore e mi hanno riempito di cuoricini di ringraziamento via whatsapp per tutto il pomeriggio apprezzando soprattutto il fatto che non ci fosse competizione, ma condivisione con i compagni di altre classi?

Credo che non abbiano avuto la percezione di essersi sacrificati perché hanno appreso senza quasi rendersene conto; hanno imparato in gruppo e individualmente in aula computer e in classe, si sono sfidati a coppie utilizzando i giochi messi a disposizione da vari siti per la diffusione della cultura europea compreso il sito ufficiale dell’UE, ricchissimo di materiali accattivanti per tutte le età. Sono state fatte due verifiche: una scritta in italiano su contenuti di Cittadinanza Europea ed una orale di presentazione di uno Stato europeo in inglese, molto approfondita. E tutti hanno ottenuto dei buoni risultati, anche quegli studenti che di solito presentano difficoltà di apprendimento.

Ma sono stati raggiunti anche degli obiettivi educativi importanti come la capacità di organizzarsi e di collaborare per un risultato condiviso.

Le critiche più ricorrenti sono state l’eccessiva semplicità delle domande e gli spazi insufficienti per un così alto numero di studenti. Tutto vero ma è necessario dare delle spiegazioni. Questo gioco, presentato in via sperimentale per avvicinare gli studenti del biennio a tematiche di Cittadinanza con un approccio ludico, prevede la partecipazione di due classi ma, con molta sorpresa della sottoscritta, hanno aderito all’iniziativa ben quattro seconde. Dopo varie perplessità, è stato deciso di far partecipare tutti gli studenti per celebrare insieme, e per la prima volta in questo istituto, la Festa dell’Europa. Tutto ciò ha reso lo spazio disponibile molto limitato e delle pause un po’ lunghe e noiose per alternare i giocatori.

L’iniziativa è stata però alquanto apprezzata dai docenti che hanno partecipato e i commenti e le critiche degli studenti sono solo suggerimenti utili per migliorare il progetto, spero che i docenti interessati la ripropongano magari facendo realizzare agli studenti le batterie di domande da porre agli avversari di gioco. Si otterrebbe così il duplice risultato di una partecipazione più attiva degli studenti nella realizzazione del progetto ed una gara più coinvolgente ed entusiasmante.

Ringrazio di vero cuore le colleghe Monica AcerboniLuisa CicconardiPreziosa Morabito, tutti gli studenti che hanno partecipato, ed in modo particolare gli studenti della II A, che vedete ritratti nella foto in alto, che nelle due ore precedenti il gioco hanno dimostrato maturità, senso di responsabilità e capacità organizzative, trasformando un semplice locale in un luogo colorato e festoso.

 

Gita a Napoli 19-22/04/2017

Primo giorno: un tuffo nel cuore di Napoli

La gita a Napoli e dintorni, di 4 giorni, è stata organizzata con un budget molto esiguo grazie alla determinazione e all'impegno della docente proponente (ovviamente napoletana) e con l'aiuto di un'altra docente ( cioè io, napoletana d'adozione). Ho già detto altrove quanto questa cultura abbia influenzato la mia formazione personale.

Per me è stata una immersione nella caotica umanità, che in questa capitale trasmette un'allegria inspiegabile. I siti visitati sono documentati solo parzialmente dalle foto scattate, ma la sua più autentica grandezza sta nella facilità di comunicare con persone mai incontrate prima. E' una vera capitale europea: piena di turisti da tutto il mondo. Ho comunicato in diverse lingue: italiano (solo un po'), inglese e assolutamente napoletano. E quante risate per strada, in piena libertà. E' stata una infusione di energia vitale per chi, come me, è costretto a vivere in un ambiente freddo e formale.

Secondo giorno: Vesuvio, Scavi di Pompei e Napoli by night
Terzo giorno: Palazzo Reale e Certosa di San Martino
Ultimo giorno: Reggia di Caserta

 

 

Cittadinanza attiva e digitale: attività didattica 1

La pagina è stata creata sul Twinspace dalla partner Zuzana Meszarosova (che mi ha autorizzato a pubblicarne i contenuti).

E’ una vera e propria lezione sui diversi tipi di Cittadinanza.

Inizia con un padlet che invita gli studenti a definire il proprio concetto di Cittadinanza digitale come illustrato dalla foto.

Prosegue poi dando BASIC DEFINITIONS di:

  1. Citizenship
  2. Active citizenship
  3. Digital citizenship: caratteristiche e comportamento di un cittadino digitale, nove elementi basilari di cittadinanza digitale illustrati anche da un’immagine, ambiente scolastico e comportamento dello studente dentro e fuori dalla scuola.

La lezione prosegue con un Digital Citizenship Test creato con Google Module con 10 domande quiz ed esito del test.

Il risultato del test è stato pubblicato dalla docente con  SlideShare.

Conoscersi: scuole e città

 eTwinning è anche un mezzo per conoscere l’Europa

Gli studenti partecipanti, oltre a presentare se stessi e la scuola a cui appartengono, presentano la città in cui la scuola ha la sua sede mostrandone i lati per loro più significativi.

 

 

Molto interessante è la presentazione della città di Constanta realizzata dagli studenti del Colegiul National Pedagogical Bratescu (Romania).

Digital tools: VOKI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VOKI è un software che permette di presentare contenuti animando un’immagine digitalizzata e registrando la voce narrante. La mia collega l’ha utilizzato per presentare il progetto.

E’ un software per la didattica, e nella versione free ha un link per la condivisione. L’incorporamento è invece possibile solo dopo una sottoscrizione a pagamento.

LET’S MEET

Per presentarsi gli studenti hanno usato una bacheca Padlet, dei video homemade con la propria webcam e Magisto, un editor per storytelling.

Oltre ai link voglio mostrarvi degli esempi.

Creato con Padlet

Adesso chiunque può aggiungere dei post. Ma attenzione: solo l’autore del padlet può eliminarli.  🙂 

Non conoscevo questa App prima d’ora, ma lavorando con progetti eTwinning si impara sempre qualcosa di nuovo.
E’ un editor di storytelling utilizzato dalla partner slovacca ed ho voluto sperimentarlo.
E’ davvero semplice. Come al solito basta registrarsi, inserire delle foto o dei brevi filmati, scegliere l’audio che fa da colonna sonora ed un titolo.
Certo il risultato non è per professionisti esigenti, ma è talmente facile da usare che a scuola, dove la campanella spesso interrompe il lavoro, può essere davvero utile.

Il contributo di eTwinning alla Cittadinanza

 

“Citizenship: A new ethic for the 21st Century – The contribution of eTwinning”

La conferenza tematica europea si è tenutasi a Firenze, dal 21-23 settembre 2016.

La pubblicazione è stata realizzata da Indire in lingua inglese.

Interessantissima testimonianza di come la piattaforma eTwinning riesca, attraverso il lavoro condiviso tra docenti e studenti di diversa nazionalità, a promuovere i valori fondamentali dell’Unione europea.

Una testimonianza che spinge irresistibilmente ad iniziare questa esperienza entusiasmante, ma che fornisce anche nuove idee a chi lavora da anni con eTwinning.

E’ vero che si lavora tanto per raggiungere un buon risultato, ma non pesa perché non sei solo: hai uno o più compagni di viaggio, che nei momenti di sconforto ti sostengono e nei momenti lieti gioiscono con te. Perché le persone con cui lavori sono simili a te, hanno la tua stessa visione del mondo e dell’Europa, e lavorando insieme a loro impari a conoscerli. Ma conosci meglio anche i tuoi studenti, li aiuti a superare le piccole difficoltà o la ritrosia di mostrarsi in un video, aumentando la loro autostima e autonomia, e soprattutto si aprono al mondo con maggiore fiducia e consapevolezza delle proprie capacità.

In questa pubblicazione c’è anche il contributo del progetto cui hanno partecipato i miei studenti (pag. 114) testimoniato dalla mia partner slovacca e Ambasciatrice eTwinning Zuzana Mészarosova.

Leggi gli atti della Conferenza