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Competenze per il XXI secolo – Learning Diary

Concluso il corso sulle Competenze per il XXI secolo

E’ stato rilasciato un certificato che forse non ha valore legale ai fini della formazione obbligatoria dei docenti ma è interessante perché non si limita a enunciare il titolo del corso, ma contiene una descrizione dettagliata degli obiettivi raggiunti e delle attività svolte nei tre moduli.

Clicca sull’immagine per visualizzare il certificato.

Il corso è stato strutturato con prove di autovalutazione, di riflessione e di valutazione tra pari.
Ed il Diario di apprendimento può costituire una delle parti del Portfolio, strumento per eccellenza per la valutazione e la riflessione sull’apprendimento sia da parte degli studenti stessi che da parte dell’insegnante, oltre che strumento di condivisione con la famiglia.

Questo corso è stato davvero utile. Adesso bisogna soltanto mettere in pratica quanto appreso!

Competences for 21st Century – Le competenze del XXI secolo

Iniziato il corso MOOC ‘Competences for 21st Century’ su Teacher Academy.

Il corso si propone di aiutare gli insegnanti ad utilizzare un project-based method (un metodo basato su progetti) particolarmente adatto allo sviluppo delle Competenze Chiave.

Si articola in tre moduli:

  1. Importanza e definizione delle Competenze in diversi Stati europei e principali metodi di insegnamento e valutazione associati a questi metodi.
  2. Esempi pratici di tecniche di apprendimento basati su progetti ed in particolare su come sviluppare abilità di collaborative problem-solving.
  3. Analisi dei migliori metodi di valutazione dell’insegnamento/apprendimento per competenze

All’inizio e alla fine di ogni modulo viene proposto un self-assessment test. Inoltre alla fine di ogni modulo bisogna eseguire un compito che verrà successivamente recensito da un collega in modalità peer to peer.

Il corso è stato offerto gratuitamente sulla piattaforma di formazione per insegnanti “School Education Gateway”.

Durata del corso: 4 settimane

Ho partecipato spesso a seminari e incontri formativi in presenza, ho anche preso parte a webinar (seminari online) ma è la mia prima esperienza di corso in modalità MOOC (Massive Open Online Courses), ed anche per consolidare quanto appreso oltre che condividere, illustrerò il mio percorso inserendo tutti i lavori da me prodotti per questo corso.

Ci è stato anche chiesto di condividere materiali, opinioni ed esperienze tramite i social (Facebook, Twitter) oltre che sulla piattaforma (forum, padlet). Siamo stati incoraggiati a tenere un Learning Diary e tra gli strumenti suggeriti, oltre a quelli a me già noti, vi era Takk: ovviamente ho scelto quello che non conoscevo (può tornare sempre utile!).

Opportunità per la formazione professionale dello staff

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA PROFESSIONALE E DI SVILUPPO DI NUOVE COMPETENZE OFFERTE DALL’UNIONE EUROPEA ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE.

Viviamo in un mondo in continuo cambiamento del quale spesso vediamo solo lati negativi e non riusciamo a comprendere perché lo chiamiamo progresso.

Eppure la scuola ha tra i suoi compiti fondamentali quello di aiutare i giovani a comprendere il mondo in cui vivono e a coglierne le opportunità. Per adempiere a questa funzione basilare è allora indispensabile dare agli attori dell’istituzione scolastica le opportunità per una crescita professionale adeguata alle nuove esigenze della globalizzazione.

Proprio da questa esigenza di internazionalizzarsi nasce l’idea di un progetto Erasmus+ per la mobilità dello staff che permette la condivisione di una visione d’insieme della scuola e allo stesso tempo dà occasioni di crescita individuale a tutti i partecipanti.

Nelle diapositive sono illustrate le informazioni che ritengo più interessanti per capire che cosa sia e cosa comporti questo tipo di progetto.

Tutte le informazioni sono tratte dal sito ufficiale italiano al quale rimando per approfondimenti.

http://www.erasmusplus.it/scuola/mobilita-scuola-ka1/

Relazione anno di prova 2014/15

Abbiamo tutti bisogno di una motivazione.

L’anno di prova per un passaggio di ruolo dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado, relativamente alla stessa disciplina di insegnamento, dovrebbe consistere solo negli effettivi giorni di servizio, perché, almeno da tutte le fonti consultate, si afferma che il corso di formazione si fa una sola volta nella carriera, e quindi anche la relazione che illustra il percorso formativo.

Quando il Dirigente scolastico di allora ha preteso una relazione dell’anno di prova che documentasse una unità di apprendimento effettivamente svolta, mi arrabbiai moltissimo, ma si sa che con alcuni è meglio non discutere. In fondo non dovevo inventarmi nulla, avevo solo l’imbarazzo della scelta fra tutte le attività svolte, e avrei potuto lottare, far intervenire i sindacati, sottoporgli gli articoli di legge, ma alla fine pensai che mi sarebbe costata meno fatica accontentarlo.

C’è sempre un lato positivo in tutte le cose e, visto che avevo deciso di evitare polemiche o peggio, tanto valeva allora sfruttarla come occasione per farmi conoscere meglio e scelsi un modulo breve, che avevo svolto in una classe V prima di Natale. L’argomento era la ricerca di una occupazione in ambito europeo, dalla consultazione degli annunci online fino al colloquio, passando attraverso tutte le fasi necessarie.

Durante la conversazione con il Comitato di valutazione, il Dirigente ci ha informati che aveva contattato degli esperti sul tema, per offrire agli studenti dell’ultimo anno un corso di formazione utile e spendibile nella vita pratica. L’avrà ispirato la mia relazione? Non posso affermarlo, forse l’idea ce l’aveva già prima.

Non credo tuttavia che assistere ad una conferenza produca gli stessi risultati di un attività laboratoriale, dove gli studenti si mettono in gioco e simulano situazioni di vita reale.

Anno di prova 2014-15   (relazione anno di prova in versione integrale)

Quali competenze?

Quasi tutti conosciamo la Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, sappiamo che sono 8 e magari sappiamo anche enunciarle.
Ma cosa siano in realtà, ancora pochi lo sanno.
C’e molta confusione fino a considerare quasi sinonimi le parole abilità e competenza, o addirittura ritenere le competenze alternative alle conoscenze.

Cercherò dunque prima di tutto di chiarirne i concetti fondamentali, per rendere evidente come una didattica per competenze permetta l’apprendimento e la maturazione dell’individuo nella sua interezza, permettendo di adattarsi ad un mondo globale in continua trasformazione.

CONOSCENZE ABILITA’ ATTEGGIAMENTI
Le conoscenze sono il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le abilità indicano la capacità di applicare conoscenze e usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. L’atteggiamento rappresenta i nostri modi profondi di essere e si consolida intorno ai vent’anni.

Le competenze sono dunque la capacità di usare conoscenze, abilità e atteggiamenti personali, sociali e metodologiche, e sono sempre descritte in termini di responsabilità e autonomia, esercitate in situazioni nuove. 

La presentazione Competenze europee illustra le otto competenze chiave per la cittadinanza.

Qui di seguito il documento originale in lingua inglese

RECOMMENDATION OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL

Condizioni necessarie per lo sviluppo di competenze

Centralità del discente e del processo di apprendimento

Docente come mediatore e facilitatore

Responsabilità educativa del docente

Flessibilità didattica (mediatori attivi, iconici, analogici, simbolici)

Apprendimento sociale: laborialità, approccio cooperativo, discussione)

Valorizzazione dell’esperienza attiva dello studente

Attenzione ai processi metodologici e alla dimensione relazionale

Acquisizione di una modalità riflessiva per rappresentare l’esperienza, attribuirle significato (metacognizione)

Attenzione agli aspetti affettivo-emotivi dell’apprendimento

Attribuzione di autonomia e responsabilità all’allievo attraverso compiti significativi e unità di apprendimento

Problematizzare, coinvolgendo l’allievo, e contestualizzare per dare senso all’apprendimento